Miraorti

Miraorti

Un progetto per la riqualificazione dal basso della più grande area cittadina caratterizzata da usi illegali: gli orti abusivi a Mirafiori sud. L’obiettivo è restituire al quartiere 6 ettari di verde pubblico mantenendo la loro vocazione agricola, attraverso un processo partecipativo che vedrà impegnati ortolani abusivi e volontari nella realizzazione di un grande parco di orti urbani, dove sperimentare nuove forme di agricoltura urbana e inclusione sociale. Il progetto prevede anche l’analisi del suolo per verificare eventuali problemi di inquinamento e l’esame di diversi modelli di gestione (associativo, impresa sociale, etc.).

Soggetti proponenti

Federico Guiati architetto, Ass. Coefficiente Clorofilla, Gruppo informale ortolani abusivi di Strada del Drosso, Comitato Borgata Mirafiori, Fondazione Mirafiori

Architetto

Federico Guiati

L’area ha un’estensione di quasi 6,5 ettari e si trova in strada del Drosso tra il quartiere di via Negarville e il torrente Sangone. L’area avrebbe come destinazione “verde pubblico” ma attualmente è una somma di spazi individuali preclusi al quartiere. Si tratta di un’ex-area agricola occupata durante la nascita del quartiere di case popolari. Nel 2010, quando l’area sembrava essere in procinto di una parziale trasformazione grazie a dei fondi di compensazione del termovalorizzatore, Miraorti ha avviato un percorso di progettazione partecipata con un’approfondita indagine sociologica che ha coinvolto tutti gli ortolani abusivi e varie azioni di animazione territoriale e coinvolgimento della cittadinanza come la creazione di 3 orti didattici, 2 orti collettivi di quartiere e l’attivazione di percorsi didattici che hanno coinvolto 22 classi.

Lo stretto contatto con gli abitanti del quartiere ha portato gli attori proponenti a vivere come soggetti sociali la materia della ricerca per mostrare quale grande risorsa l’area potesse rappresentare per Mirafiori sud e ipotizzare, per le amministrazioni, un nuovo modello di intervento dal basso per dimostrare come fosse ancora possibile, pur in momenti di crisi economica, affrontare delle ambiziose riqualificazioni urbanistiche con nuovi soggetti attuatori. A dieci anni di distanza l’Associazione Clorofilla ha sperimentato il modello di rigenerazione urbana con il progetto Orti Generali, creando un parco di orti urbani con 160 appezzamenti in un’area agricola e riqualificando un’area di un ettaro di orti abusivi insieme agli ortolani stessi e ad una rete di volontari, per creare un polo didattico, una fattoria urbana e un orto collettivo che nel 2019 ha prodotto una tonnellata di ortaggi per le realtà sociali del quartiere.

L’urgenza della città di Torino di riqualificare l’ultima grande area urbana caratterizzata da usi illegali unita al successo di Orti Generali (ortigenerali.it) e a quella prima preziosa indagine del progetto Miraorti (miraorti.com) hanno recentemente riportato l’attenzione sull’area di strada del Drosso.

Ad oggi è necessario fare un nuovo stato dei luoghi e riattivare il processo partecipativo coinvolgendo nuovamente gli ortolani (che nel 2012 aderirono positivamente per il 70% allo progetto di trasformazione dal basso) e riproporre una consultazione della popolazione locale per ricostruire una visione condivisa rispetto il futuro dell’area. Dal punto di vista tecnico sarà necessario svolgere analisi del suolo – per capire se esistono problemi di inquinamento e nel caso determinare quali aree si presterebbero alla coltivazione, fare una stima quantitativa e qualitativa dei materiali da smaltire, quotare diversi scenari di intervento – leggero, intermedio e pesante – e ipotizzare diversi modelli di gestione (associativo, impresa sociale, etc.).

Una volta elaborato lo scenario di riqualificazione verrà aperto il tavolo con la città e inizierà la fase di ricerca fondi.

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